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S.O.S. Emergency surgery : può capitare!



Ebbene sì, proprio così,  quante volte ( e non così raramente ) ci capita durante una banalissima operazione di ordinaria pulizia del modello o per mostrarlo o ancora senza alcun apparente motivo, di sentire il fastidiosissimo e temutissimo  "tic" o "crac" proprio lì, sotto l'ala, e vedere con tutto lo strazio possibile, il carrello faticosamente lavorato, minuziosamente dipinto, lavato, invecchiato ed infine "sgonfiato", completamente reciso alla base con la gomma amputata.

Molti modelli fa, m'infuriavo al punto di adottare  la impietosa tecnica dell'abbattimento del "cavallo azzoppato", ora, dopo molte lune, ho abbracciato una diversa soluzione ovvero, quella della tecnica conservativa sistematicamente utilizzata e mi risulta con gran successo, in campo odontoiatrico.

Dunque, questo lo dico ai meno esperti e navigati del modellismo, niente panico o imprecazioni, solo armatevi di un pizzico di pazienza ed organizzazione e vedrete che dopo qualche "intervento d'urgenza" l' operazione S.O.S. di pronto intervento, diventa, salvo casi irrecuperabili, la regola .

Questo è proprio quanto mi è capitato durante le scorse vacanze natalizie 2012 e neppure a dirlo su questo modello,  Fw 190 A/8 di Hasegawa in 1:32 reso anora più delicato dalle numerose  personalizzazioni applicate.

Superato brillantemente lo shock emotivo, ho "preparato" il modello per un rapido intervento sul campo ( saperlo azzoppato, mi avrebbe sicuramente turbato il sonno e dunque, inutile rinviare l'intervento) ed in questa fase,  diventa importantissimo trovare un giusto supporto in grado di mantenere fermo il modello nel completo rispetto dell'integrità del manufatto.

Una mattonella di polisterolo aperta al centro come nel mio caso, si è rivelata insostituibile in quanto offriva al modello il giusto sostegno alle ali e timone lasciando libere tutte le delicatissime parti al centro per effetto dell'apertura.

Tutte le eventuali parti rimovibili, in primis l'elica, dovrebbero essere prudenzialmente rimosse per poter lavorare in tutta sicurezza e libertà.

A questo punto, necessita una precisa "diagnosi" in ordine alla gravità del danno patito e per stabilire i parametri, le fasi e gli strumenti necessari per l'operazione di ricostruzione e soprattutto, se la stessa, si renda più o meno giustificata e possibile.

Nella fattispecie che ci occupa, la frattura del carrello si presentava a recisione unitaria netta ( fortunatamente non scomposta ) individuata  al punto di fissaggio con la ruota ( quasi un classico visto che - experientia docet - la frattura dei carrelli avviene quasi nella totalità dei casi appunto in questa posizione o addirittura alla radice dell'albero nell'ancoraggio con l'alveo dell'ala).

Rovesciato il modello, ho provveduto immediatamente a verificare l'eventuale presenza di altre parti indebolite involontariamente dall'urto. Tutto ok.

Delicatamente ho "rasato" le parti ammalorate (sia della ruota che del fusto) con una limetta metallica molto sottile ed a grana fine, per renderle perfettamente aderenti e pronte per una nuova saldatura ( residui della precedente colla, oltre a non far aderire perfettamente le parti, rischiano seriamente di compromettere la corretta posizione del modello ).

Per assicurare nel tempo la ricostruzione  ho insertito nel nuovo foro praticato nella ruota un piccolo perno metallico ( o.2 mm ca.) da inserire in quello nuovamente  praticato alla base del fusto ( così come era in origine, anzi in questo caso, più sicuro)

Dopo aver faticato un pochino per individuare la corretta lunghezza del perno, finalmente il carrello è stato rimontato e fissato in tempo record ( dieci minuti ).

Il modello è rimasto in posizione "sospensiva" (senza che le ruote toccassero terra ) per tutta la sera ed il giorno seguente, dopo una accurata visita e la prova di tenuta a terra, è stato ufficialmente dimesso e riassegnato al suo reparto.

Alla prossima e come sempre, buonissimo modellismo a tutti.

aquatarkus 10

 

Pronto per una nuova avventura!